hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

martedì 10 novembre 2020

I-m-p-e-r-f-e-z-i-o-n-e

Il liceo per me è stato un periodo che non ricordo volentieri. Si salvano una manciata di persone che ho conosciuto, con cui ho parlato, con cui ho condiviso risate e lacrime. Una manciata ci coetanei eh. A pensarci si salvano anche dei professori; che rientrassero nella categoria degli "amici" a pensarci ora è un pò triste ma alla fine era così. Non racconto mai questa parte della mia vita, gli altri non credono che ero mezza emarginata. Ho diverse scene carine, potrei annoiarvi ma oggi vi risparmio, ma quello che mi viene in mente ora la fine di una lezione con il professore di fisica del quarto liceo, si chiamava Iannucci. Era il prof figo per cui tutte le ragazze andavano dietro. Ricordo la scena raccapricciante che lui era andato in bagno e le mie compagne si erano alzate per annusare il suo cappotto. Gesù, controllatevi. Lui però "stravedeva per me" come disse una volta, frase che ha ovviamente cambiato il mio indice di gradimento in classe da 1 a -14. Il mio unico modo di capire la chimica e la fisica era paragonarla con il mondo esterno, con le sensazioni, con delle cose che potevo ritrovare nella mia vita. Una volta il prof stava facendo un discorso sui moti perpetui credo.. e ha detto una cosa che mi ha ricordato un meccanismo che c'è nelle relazioni d'amore. Ho preso coraggio, ho alzato la mano e gliel' ho detta . poi è suonata la campanella, ma abbiamo continuato a parlare davanti agli altri. Non ricordo perfettamente la conversazione ma ricordo che a un certo punto ho detto la frase " Si ok ma l'amore non dura per sempre" e lui mi ha risposto " Si invece" e io mi sono messa a piangere. Davanti a tutti. Con lui impacciassimo e dispiaciutissimo.

Beh, a mia discolpa, ero in un periodo della mia vita particolare rimanevo ore a pensare ai discorsi che mi colpivano. E non so bene perchè, ma i prof mi volevano bene. Non perchè facevo la cascamorta con loro, ma perchè ragionavo, ci discutevo, volevo capire e conoscere più cose. A volte piacciamo alle persone per strane logiche, neanche col tempo le riusciamo a capire appieno, forse a volte perchè siamo semplicemente noi stessi. 

Però ho capito una cosa. Di persone ne passano davvero tante davanti ai nostri occhi, io sono di Roma e in media  quelle 2.000-3.000 persone al giorno sono scontate. Con meno ovviamente ci parliamo, e con meno ci parleremo mai.  E nella nostra vita quanti ne passano anche solo di conoscenti. Ma a volte le persone che rimangono più dentro il tuo cuore sono quelle imperfette, e che dichiarano palesemente la loro imperfezione. Se gli altri notano anche in uno squarcio la tua fragilità, la tua imperfezione, lì è davvero affascinante. è facile farsi piacere le cose perfette: sono perfette, non hanno alcun bisogno di spiegare nient'altro. Ma le crepe degli altri, l'abisso nei loro occhi, il tentennio nella loro voce, il tremolio nella mano, la rabbia che accende i loro occhi, l'amore, la malinconia di un ricordo, quel tic all'occhio quando si nomina quel nome. I trucchi per il viso che si mettono le donne sono fatti per nascondere le imperfezioni. Ma sono le imperfezioni che ci rendono davvero interessanti. 

Man mano che cresci di questa cosa te ne accorgi sempre di più. Quindi non credo sul serio di essere una persona sopra la media, non credo di essere superiore, nè che i miei professori del liceo mi volessero bene per qualche motivo legato alla mia intelligenza o perspicacia. Forse, suppongo eh, rispetto ad altre persone io mi mostravo indossando la mia imperfezione. E quindi ok non ero perfetta alle interrogazioni, non ero perfetta in classe, piangevo dopo un discorso di fisica. Non ho mai messo strati di trucco. Ma forse a volte le persone si riconoscono, si identificano con qualcosa che gli ricorda anche parte di loro, anche nascosta, alla fine siamo tutti umani. 

Poi vabbè, è ovvio che non ci si deve schermare con le imperfezioni giustificando ogni qualsivoglia difetto. Ma a volte chiamiamo difetti semplicemente cose che non riscontriamo negli altri. Il mio psicologo mi disse una volta " Probabilmente tu ti saresti sentita meno strana se fossi nata in America e fossi stata vicino Broadway e Central Park". Eh già. 

Non dico che sia semplice trovare il proprio posto nel mondo, ma se le nostre imperfezioni sono l'unica cosa che a nostro modo possono renderci davvero unici, perchè nasconderle, perchè usare il fondotinta di argomenti standard, perchè conformarsi e farle tacere. C'è davvero troppo poco tempo in questa vita, gli anni passano rapidamente, la cosa che dobbiamo a noi stessi è provare ad essere semplicemente noi. Con tutte le imperfezioni possibili, ma non rinnegare mai per un momento il nostro essere. Perchè lo diamo troppo per scontato. 

Prima di nascere secondo me ognuno si dà un obiettivo a questa vita e si mette anche da solo le difficoltà da superare. Secondo me al momento della scelta io ero ubriaca, ma talvolta questa vita da eterna brilla ti rilascia soddisfazioni. 

Non so se questo ragionamento abbia un senso, e spero nessuno perda tempo a leggere questo post evidentemente scritto da una persona mentalmente instabile, oppure lo rileggerò tra un mese e mi autoconsegnerò alla clinica psichiatrica più vicina, non so se sono pazzescamente stupida o pazzescamente geniale, non so perché finisco a farmi questi discorsi che ti fanno sentire in un momento il re del mondo e poi meno di una merda. Ma se ognuno ha un fardello, e il mio fosse essere me, con pro e contro ovviamente, voglio essere ne più ne meno di ora, spavaldamente imperfetta per tutta la mia vita. 

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