Nella mia vita, mi hanno sempre detto che sono una “ stella”. Dopotutto, il mio soprannome era Stargirl, stargiuggia in realtà, ed è anche uno dei personaggi più simili a come sono. Star, stella. Ragazzi, amici, amiche.. mi hanno sempre chiamato così. Una stella. Che indichi la via.. che ride.. quelle cose là. Mentre oggi tornavo in motorino ho capito che sempre nell ambito stelle, a volte sono più il sole, ma non nell accezione narcisistica che pensate. Anzi. Una stella che fa male a chi la guarda. Che dopo un po’, non ce la fai più a guardarla, e strizzi gli occhi, distogli lo sguardo e vai avanti. E anche io quando mi guardo mi faccio male. A volte acceco la gente, a volte mi guarda forse anche solo per capire se sono pazza del tutto o solo un po’. A volte, almeno a quanto mi dicono, riesco a mettere allegria alle persone, a rilluminare là giornate. Figo no? Una specie di spazzacamino di Mary poppins che si preoccupa di riaccendere nelle persone un lumino di speranza e cose belle. Solo una scintilla. Mi piace questa definizione. Robin Williams diceva, che ci viene data solo una piccola scintilla di follia, e che dobbiamomo stare attenti a non perderla. Non so se stare troppo con me faccia così male, secondo me si, e ci faccio i conti tutti i minuti e chiedere scusa.. nel mio tempo e in quello che posso vorrei essere soltanto una luce carina.. un sospiro di sollievo.
Talvolta torno ad essere quel puntino nella vita delle persone, quelle stelle belle belle che sbrilluccicano ed hai paura che se ne vadano via. E invece io sto lì. Io aspetto sorridendo. Non vado via. E anche se a volte non mi si vede o se la gente si vuole dimenticare di me.. quando sta particolarmente per terra alzerà la testa no? Mi piace pensare a questa mia “utilità”, mi fa sentire molto meglio.
Come? Mi fa stare male il fatto che non volendo distruggo e faccio male a tutte le persone che hanno la sventura di incontrarmi? Ma certo che sì.
Ho il cuore in tempesta, e la testa sottosopra. Vorrei sparire o andarmene, anche se so che neanche quello servirebbe alla fin fine. Cambiare dici? Sono così sbagliata è complicata che non credo che abbia molta scelta. Penso che il mio disegno di vita sia stato fatto da Pollock in un momento di disperazione.
Mi piace parlare di luce, a volte anche io me ne dimentico che c è, mi piace pensare di aiutare le persone a sentire la luce dentro di loro. Sento di averne tanta da dare. Anche sbagliando. Anche se sono completamente sbagliata è diversa e... sola. E ferita. E delusa. Sono.. me. Al solito. Voglio fare la mia modestissima parte.
Perché come ho detto a un mio amico ieri “ ogni cosa ha una crepa, è da lì che entra la luce”
Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
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