hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

martedì 1 gennaio 2019

elleheart

Elle cercava disperatamente, in ogni angolo della sua mente trascendentale, la speranza che lui stesse pensando a lei. Avevano litigato, via messaggio, una cosa terribile. Quella bellissima incomprensione che si può stabilire solo nelle chat del cazzo. Lei sperava che fosse nei pensieri di lui, poiché si era stabilito anche quella sorta di muro di orgoglio/imbarazzo, in cui sembra dover camminare in punta di piedi per non fare tanto rumore. Lei continuava ossessivamente a guardare la sua chat, con la speranza di vederlo online, ma non succedeva mai. Che si aspettava? Elle scosse la testa, si mi se le mani nel giacchetta e continuo a camminare frettolosamente a testa bassa, ascoltando solo la musica, silenziando i pensieri. Chi la conosceva bene, avrebbe potuto notare gli occhi leggermente lucidi, e il colorito sulle sua guanciotte lievemente paonazzo. Elle detestava stare così male per qualcuno, ma si sà, quando si vuole bene succede, è un rischio che bisogna poter è saper correre. Non che Elle fosse in grado eh. Però era sicura di una cosa: lei non avrebbe scritto per prima. Doveva resistere.. non poteva fare sempre quella che ci stava sotto. E riuscì, con somma difficoltà a mantenere la promessa. L’unico modo per non farsi ferire nel profondo del cuore, è fingere di non avere uno.

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