È un lunedì di settembre, uno di quelli tristi che ti fa
ricordare che l’estate è finita e che ti regala un’irrefrenabile voglia di fare
nulla. In modo totalmente gratuito. Una
di quelle giornate in cui sia se devi lavorare che darti all’ozio più totale,
hai il pensiero fisso di stravaccarti sul divano e dormire per far terminare la
faticosa tortura di vivere. Come sto facendo io, anche se il divano appare un
sogno ancora troppo distante dalla realtà. Ho per mano una busta biodegradabile, si esatto, una
di quelle che nella maggior parte dei casi è davvero inaffidabile. Ma se comincio
a preoccuparmi pure dell’infedeltà buste biodegradabili non la finiamo più.
Invece, nei lunedì di settembre, ti preoccupi pure delle buste biodegradabili,
visto il livello della noia. Mancano tre isolati e io già mi sono stufata. Perché
sono così spietata contro queste giornate? Forse perché mi sento un po’ anche
io come loro. Grigia, annoiata, stanca. Non si può notare niente nelle cose che
non appartenga un po’ anche a te.
L’ho letto sul libro, era interessante, poi però non l’ho
finito.
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