Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
lunedì 16 aprile 2018
Once
Per quelli che mi hanno visto stasera, circa alle 21.10 a Piazzale della Radio, in motorino, con un aspetto indecente e la faccia totalmente stravolta dal pianto.. non sono sempre così. Anzi, a me piace tanto ridere. Ma in queste settimane, mi sento il peso di tutti; devo ricordarmi tutto, scadenze, cose da pagare, quando pagarle, appuntamenti, eventi.. Io sempre a disposizione degli altri, io sto sempre a fare cose per gli altri ma, una volta, una cazzo di volta, qualcuno la può fare un cosa per me? Senza che io guardi male o te lo faccia capire? É così inutile la mia esistenza da non permettere minimamente a nessun essere vivente di poter fare qualcosa per me? Vai per la decima volta in motorino, di notte, quando altre volte manco te lo fanno guardare di notte, per portare le chiavi a papà, mi dà L indirizzo sbagliato, si incazza quando io vado troppo avanti, lascio il motorino gli porto le chiavi mi apre tutto sorridente e dai vieni a sentire dai abbiamo quasi finito per non parlare di mia madre che mi chiama “ ah no vabbè dimmelo mica ho la palla di vetro”. E non devi parlare del lavoro, ne del lavoro all Università, ne dello studio, ne dei tuoi pensieri.. Nessuno, neanche il mio ragazzo, mi sento terribilmente sola, ma non perché sono davvero sola, ma stavolta perché tutti vogliono qualcosa da me e io non sono una macchina, sono una persona, e voglio del tempo per me. Voglio che qualcuno faccia qualcosa per me. Una volta. E non che mi servano cose dai botto d artificio; basterebbe un grazie, un ti voglio bene, un abbraccio, un bacio dal nulla, una poesia dedicata, anche una foto mezza sfocata buffa con su scritto “Ehi, questa mi ricorda te”. Ho bisogno di queste piccole cose, di un po’ di semplicità, di spensieratezza, di amore. In un mondo dove stare senza pensieri non è contemplato.
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