hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

martedì 27 marzo 2018

DAJE

Al mio saggio di canto, quando avevo così paura di quel palco che a confronto Rasputin di Anastasia levate proprio, dovevo cantare una canzone con mio papà che suonava la chitarra. Era una canzone tratta da un musical, non era proprio il riassunto della semplicità ecco.. Ricordo la mia insegnante, che prima che cantassi prese il microfono e mi presentó, e disse “ e ricorda che  come diceva un tizio... non aver paura di sbagliare un calcio di rigore...
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall'altruismo e dalla fantasia...”. 
Ci fu un applauso, ma come spesso accade le cose importanti le capisci sempre dopo. Come direbbe Silente, sono le nostre scelte che dicono ciò che siamo veramente, e per fare scelte ci vuole coraggio. Credo di averne. Un po’ di coraggio. Magari non guardando i film di paura ecco, non esprimo il mio massimo potenziale. Ma poi si tira fuori. Vorrei ringraziare qualcuno, ma credo di dover ringraziare me, e me, e me che ho sempre provato a rialzarmi ( più o meno bene), continuo ad avere speranza nel mondo e nelle persone, nel disegno predestinato per ognuno di noi. Per una delle prima volte della mia vita, devo stringermi la mano, farmi pac-pac sulla spalla. “ daje”. 



Cara me, forse mi sono sbagliata, non sei del  tutto un caso perso.

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