Sento lo scricchiolio del mondo sulle mie spalle. Sento i lividi del passato, le ansie e le aspettative del futuro. Ma non solo le mie. Di tutti. Io sento la fiducia tradita, l’amicizia sfumata, l’amore distrutto.. i postumi della sbronza, la delusione della madre, la frustrazione del figlio, le angosce, le paure, le schegge negli occhi, i dolori lancinanti, le amputazioni morali. Le fitte al cuore. Il dissanguarsi dell’anima. I cuori infranti, gli occhi spenti. La fame, la morte. L’inverno dei sensi, il fragore delle emozioni. Sento tutto quel mondo là fuori. Sento le preghiere, le urla spacca timpani, sento le lacrime cadermi sulle guance.. sento tutto. È questa la mia condanna.
Come potrebbe una persona non impazzire o non desiderare di andarsene?
Si può vivere così?
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