hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

lunedì 15 febbraio 2016

realtà bugiarda

Shakespeare, nella sua tragedia d'amore per eccellenza, con le sue parole ci fa viaggiare in modi che, probabilmente, non sapeva nemmeno lui fosse possibile. E, come spesso capita a chi usa la materia grigia che le è stata donata, quello che leggi lo apprendi, lo assimili, lo comprendi e lo fai tuo. Giulietta quando passa la sua prima notte insieme a Romeo, che già s'era beccato l'esilio perciò se lo prendevano le guardie lo spennavano ( e per inciso stava a casa del nemico, ma l'adrenalina fa cosi che ci vuoi fare),e lui gli dice che  il suono che hanno sentito é l'allodola che annuncia l' alba e perciò è ora per lui che vada via, Giulietta gli dice che no, si sbaglia, era l'usignolo della notte. Dopo qualche vagheggio, Romeo si fa trasportare dalla passione. Ma, quando Giulietta si riprende un attimo, dopo un lampo di lucidità, realizzando che se avessero trovato il suo amore da lei avrebbe costituito un problema non indifferente per la loro relazione, allora esclama "Era l'allodola, vattene!". La prima volta che lessi questo passo, fu strano, e quasi risi. Il suo cambiamento così repentino faceva ridere, come lo fa mia mamma a volte quando cambia discorso velocemente, o anche io stessa quando realizzo le cose leggermente in ritardo... Ma sto tergiversando! Molto spesso nella nostra vita crediamo le cose che ci fanno comodo, e invece di pensare qualcosa che molto probabilmente potrebbe farci male e sforzarci di capire come sono le carte in tavola, pensiamo ciò che più ci serve per la nostra salute. Manipoliamo la realtà, la levighiamo affinchè vada meglio. Giulietta sente davvero l'usignolo, non finge. La sua mente modifica il suono che si sente, e quando lei cambia la sua idea ha quello scatto che molto spesso noi, gente comune morale  e non nata dalla penna di Shakespeare, ci impieghiamo anni. Anni per capire la sottile differenza tra la nostra realtà e la realtà. Le cose non ci piacciono, e a volte neanche si può cambiarle, ma si può provare a vederle cambiando prospettiva. Anche se ci perdiamo tante cose, accecati dalle nostre proiezioni. Basiamo le nostre analisi sul RNA e non sul DNA, sulla fotocopia, e non sull'originale. Non lo facciamo con cattiveria, la mente umana è così, una prodigiosa macchina quanto priva di buon senso. Non critico Giulietta, come non sono solita criticare le scelte degli altri ( e vorrei anche che gli altri lo facciano riguardo le mie ma dettagli), perchè le scelte sono sempre portate da un confronto emozionale che nessuno può vedere tranne che noi stessi. La vita a volte ci porta a dover accettare che le cose finiscono, che sono effimere, che a volte sono insensate, sbagliate, prove di senso. La vita a volte ci porta a dover accettare che chi ha cantato è l'allodola che annuncia il mattino e non l'usignolo. Perchè anche se sarebbe davvero bello poter pensare che le cose non finiscono e sono davvero come crediamo, dobbiamo credere che spesso non è così, che la mente forgia e cuce le nostre idee, producendo una realtà contraffatta e bugiarda che, a lungo andare nel tempo, ci tiene nell'oscurità e può solo farci male.

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