C’era una volta una mattonella bianca. Stava lì, al centro
del pavimento del salotto, ferma immobile pallida e opaca. Tutte le ore di
tutti i giorni di tutte le settimane di tutti i mesi di tutti gli anni, l’avremmo
potuta ritrovare lì. Bella, imperturbata, immobile, sola. Aveva anche un suo
fascino, intendiamoci, il bianco le donava non poco. Ma era solo una mattonella,
dopotutto. Non era triste nè felice, come anche molte persone ed esseri viventi
si limitava a sopravvivere, accettando la sua posizione. Potreste pensare, mio
caro giudizioso inesistente pubblico, che la vita di una mattonella non sia poi
così esaltante. E non vi darei torto. Ma c’è una cosa che si infiltra. Una cosa
antica e potentissima, che rivoluziona persino la vita di una mattonella. L’amore.
Un piatto di ceramica si innamorò di lei, dalla prima volta che la vide. Rimase
a bocca aperta e per tanto, tanto tanto tempo, sperava invano di poterla
toccare o anche solo di poterne assaporare la bellezza non solo nel passaggio
di tempo da cucina a salotto. Era così bella… sentiva un calore dentro di lui
quando la guardava, e lo inondava una voglia di poterla accarezzare e di
sdraiarsi accanto a lei. Non so se mai ci fu storia d’amore dove un piatto di
ceramica amò con cosi tanto ardore un semplice mattonella. La mattonella
guardava il piatto e quasi arrossiva, non era abituata ad essere guardata.
Sembra buffo, ma quando c’è l’amore davvero poco e niente conta. Erano distanti
metri, ma nel cuore erano vicini, e la compagnia che ritraevano da quegli
sguardi sfuggenti e proibiti, era forse ciò che li mandava avanti nella loro
noiosa quotidianità. Vivevano per quegli attimi. Passarono mesi, anni. E il
piatto non vedeva l’ora di essere scelto per poter andare in salotto e aspettava
voglioso quegli istanti simili a sbirciare nel paradiso. Un giorno si decise e
il piatto fece una scelta coraggiosa. Vide che la mamma che lo portava era
molto stanca, più del solito. Allora arrivato in salotto, diede la scossa più
forte che poteva e il piatto inevitabilmente cadde dalle mani della signora. Cadde
a terra e si ruppe in mille pezzi, tutti vicini alla mattonella adorata.
“L’hai fatto per me…Ti stavo aspettando” disse quasi come un
sospiro, la mattonella.
“Io non ce la facevo
più a stare senza di te” disse il piatto.
“Neanche io.. ma ora guardati, sei rotto in mille pezzi”.
“Ne è valsa la pena per guardare te”.
“Ne è valsa la pena per guardare te”.
Erano così vicini potevano persino sfiorarsi, sembrava un
sogno. Quegli attimi attesi valevano anni di aspettative ed erano così belli e così
intensi.
“ Perché l’hai fatto?” disse la mattonella, quasi impaurita.
Il piatto si morse il labbro inferiore o meglio ciò che
restava del suo labbro.
“Perchè io ti amo” disse tutto d’un fiato.
“Ah.. è questo l’amore?”
“Credo di si. Credo sia non accontentarsi, aspettare di
stare accanto alla persona che si vuole. Perché la vita è più bella accanto a
lei.”
“Ah… in questo caso… beh, ti amo anche io”
Come si possono mantenere dei sentimenti così tempestosi e
grandi dentro due anime piccole e rotte? Dentro una mattonella che era immobile
e un piatto che assetato d’amore aveva rinunciato alla sua stessa vita pur di
stare con lei?
“Ora non ti lascio più” disse il piatto sorridendo.
“E come fai amore? Ti butteranno via, e io rimarrò sola,
come sempre.” Disse con la voce rotta.
“Troveremo il modo, amore mio” .
Dopo qualche secondo di silenzio, il piatto la guardò per qualche istante e
sussurrò “ quanto sei bella…” .
In quel momento arrivò il papà con la scopa, che
rimproverava la moglie di essere così sbadata. I grandi, sempre a guastare i
momenti. Il piatto fu tolto. Ma non interamente. Proprio quando la mattonella
si stava per mettere a piangere, ecco che accanto a lei vennero fuori delle
piccole schegge.
“Vedi amore mio? Io ci sto. A volte le cose non vanno come
vorresti, ed è difficile accettare che non sono interamente accanto a te.
Vorrei anche io esserci sempre e poterti abbracciare. Ma, la vita non è del
tutto ingiusta. Perché se dà una possibilità, dà anche gli strumenti per
realizzare quella possibilità. Bisogna solo capire gli strani strumenti che ci
mette a disposizione.. Io non ti lascio sola. Non più. E se mi vorrai, dovrai
solo guardare con attenzione, e non avere paura, stringendomi la mano. “
Era amore? Non lo sappiamo perché diciamocelo, parliamo di
una storia tra un piatto e un mattonella. Anche se fu una grande storia d’amore,
secondo me. Non mi credete se non ne
avete voglia, le storie a volte sono come dei sogni, a volte difettano di
coerenza. Ma lasciate che vi dica una cosa; ciò che a voi sembra soltanto strano e bizzarro e
frutto dell’immaginazione di una ragazzina, forse potrebbe tornarvi utile. E chissà,
forse persino una storia che parla, e va contro ogni previsione, di due amanti
impossibili, ti da la speranza che, nulla alla fin fine è impossibile da fare,
se è il cuore a governare.
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