hey

Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

giovedì 3 dicembre 2015

Universo

Incredibile pensare che nella lingua più arida e povera di termini, siano state scritte la maggior parte delle opere mondiali. L'anima trova sempre il modo di uscire fuori; le idee dei poeti, degli artisti, di chi scava dentro di sè mettendosi in discussione, che guarda il mondo con la sua sensibilità, sono universali. Sono le stesse. Eppure essendo uguali, trovano modi e modi di uscire fuori. Attraverso un quadro, attraverso un testo, attraverso una danza o una scultura. Tanti modi, quanti la nostra mente riesce a generarne. E, in un contesto letterario,la lingua serve ma non serve. Byron non si è preoccupato dell'inglese, nè Hugo del francese o Bècquer o Leopardi dei rispettivi idiomi. Ognuno ha lavorato con quello che aveva, con tutto quello che aveva. E anche se l'italiano ha circa 10 modi per dire la stessa cosa, esisterà sempre un solo William Shakespeare, che in una frase in inglese striminzita, rinchiudeva l'universo.

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