Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
mercoledì 12 agosto 2015
Acque proibite
Una volta, tempo fa, una bambina era molto curiosa. Oltre ad essere curiosa voleva sempre andare più lontano,fare qualcosa che gli altri non facevano. La curiosità è un dono, un dono a volte pericoloso. Un giorno quella bambina in acqua al mare voleva provare ad andare un po più a largo. Cominció zompettando ad andare nelle "acque proibite". Toccava a malapena. Andava avanti. Ora si teneva sulle punte e la testa tirata all'insù. Stava in un punto altissimo dove nessun bimbo apparte lei era andato. Ma non le bastava. Lei andava avanti, continuó ad andare avanti.....poi......tutto nero. L'ultima immagine che vide fu suo papà che si buttava in acqua coi vestiti nuotando verso di lei. L'ultimo pensiero fu" ma perché papà fa un bagno con i vestiti?". Quando riaprì gli occhi, stava vicino ai genitori sdraiata sulla sabbia, sputando acqua, con il papà che era un misto di rabbia e disperazione. "Devi stare attenta! È troppo alto per te". Lipperlì la bimba non capiva; come facevano i grandi a non capire la sua impresa eroica. I bambini non capiscono il pericolo, che è un male ma ciò, li fa vivere più liberamente, perché la paura non li incatena. Mi tremano le mani a scrivere questo post. Tremo al ricordo di quel giorno, è una di quelle cose che fanno parte di me. Una di quelle cose che mi fanno essere così. Amo curiosare e vedere sempre.. Oltre. Ma, da quel giorno, non l ho più fatto pesare agli altri. Ho capito quel giorno di 15-16 anni fa che... Devo farmi un freno. Che a volte fermarsi non vuol dire essere deboli o codardi. Vuol dire amarsi, vuol dire essere maturi. Che accontentarsi va bene,anche se non arrivi fino alla fine a volte. Cosa che a 3-4 anni non avevo forse ingranato bene.
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