Avevo 11 anni quando ho aperto questo blog e continua ad essere il mio porto sicuro. Alcuni testi mi aiutano come auto-terapia, altri sono ragionamenti sul mondo. A volte il tuo universo non ha né voglia né simpatia per ascoltarti, soprattutto se sei ipersensibile. Sto ancora capendo se la mia voce debba essere ascoltata, ma per tutti quelli che credono che essere se stessi non sia abbastanza...credetemi. Lo è. Scegliete voi. E credete nella magia.
hey
Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.
lunedì 13 aprile 2015
Fattene una ragione
Sapete che un tempo quando un marinao moriva in mare, il mastro velaio lo cuciva nella sua incerata insieme ad un'ancora... Prima di farlo affondare negli abissi, l'ultimo punto che cuciva era quello del naso... Per dare la possibilità al cadavere di gridare e tornare in vita. Molto spesso nella nostra bella vita ci sentiamo in questo modo. Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, scriveva William Shakespeare. Si zio c'hai raggio.. Siamo fatti di sogni e false speranze. Che ti aspettavi? Ingenua, stolta. Ti devi salvare da sola, nessuno lo fará per te. Sii la guerriera, l'eroe di te stessa..la gente é egoista. Non sanno la tua te,pesta dentro, a malapena tu ti capisci. Siamo tutti esseri in potenza... Ma in atto che siamo? Siamo travi traballanti, fili appesi. Giù, lo dico per te, togliti dei pensieri dalla testa.. Ti fanno solo stare peggio. Sei sola. Fattene una ragione. Quello che stai aspettando... Non arriverá.
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