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Per tanto tempo ho pensato di avere un'origine depressa, di quella depressione che genera tranquillamente e poco empaticamente un mondo poco attento alla sensibilità. In realtà sono perdutamente innamorata della vita, fieramente onnivora e con tanta voglia di imparare. Ed essere diversi a questo mondo è una grande prova di follia, e di coraggio. Ma sii te stesso, sempre, buffo, senza senso.. e va bene così. Un giorno l'accetterai. Benvenuto nell'isola dei giocattoli difettosi.

martedì 31 marzo 2015

Testo per scuola: inganno

 Fin da piccoli veniamo ingannati, a cominciare dalle fiabe. Nelle fiabe i cattivi si riconoscono sempre. Per quanto astuti e meticolosi nei loro diabolici piani, vengono sgamati perché tralasciano un particolare  che fa saltare la loro copertura. Insomma, qualcosa ci fa accorgere della loro vera natura. Perché il male, lascia tracce.  Nella vita reale è tutto diverso. Passeggiando per la stazione Termini di Roma ho osservato, per la prima voltacon attenzione, i cartelli d’avvertimento sulla presenza di borseggiatori. I segnali mostrano un uomo camuffato con un ghigno stampato in faccia sul punto di rubare in una borsa di una signora. Converrete con me che guardando un cartello del genere, immediatamente ci rendiamo conto che le intenzioni del ceffo mascherato sono tutt’altro che buone. Ed è buffo, a pensarci; come se nella nostra vita ci dovessimo aspettare un qualche misconosciuto segno per scoprire e riconoscere la cattiveria celata.Al contrario, il male è perfettamente integrato nella nostra società; nessun cappello a punta, niente denti neri o  ghigno spaventoso sulla faccia ci aiutano a sgamarloSpesso si dimostrano colpevolipersone sulle quali non avresti mai dubitato, persone che apparentemente non hanno nulla da nascondere, nessun doppio fine. E invece si dimostrano più scaltre e cattive di Tremotino e Malefica messi insieme. E allora ti trovi smarrito, stupefatto, spogliato delle tue stesse armi; ti senti tradito e preso in giro.Basito cerchi di capire; è come dover giocare a un gioco e non sapere le regole, come leggere l’epilogo di una storia e doverne spiegare la trama. Il metodo induttivo ci può aiutare fino ad un certo punto. Sì, le fiabe sono come nutrimento per i bambini e molte delle nostre primitive conoscenze vengono da lì, indubbiamente. Ma, solo quando si è abbastanza grandi, cominci a cogliere delle differenze sostanziali che avresti preferito non scoprire, come ad esempio che non le fate non esistono, né i geni nelle lampade, non esistono i draghi guardiani, né i principi azzurri. Il mondo magico in cui speravi tanto ardentemente, così misterioso e fantastico, non lo troverei nella realtà perché non esiste. Non esiste neanche Babbo Natale e il topino dei denti. E quando lo scopri, cavolo se ci rimani male. I tuoi genitori diventano il tuo peggior nemico. Come hanno potuto farti questo? Come hanno potuto mentire sull’esistenza di chi  aspettate con straordinaria euforia e ansia? Fin da piccoli veniamo ingannati, inganni a fin di bene, va detto.  E anche se impari, anche se ti convinci nel profondo del tuo cuore della cattiveria di una persona, anche se smascherato l’inganno un po’ ti ricredi….c’è una cosa che ci frega: la speranza. La speranza di sbagliarsi.Continui a sperare che ci siano i regali di Babbo Natale la mattina del 25 dicembre. Continui a sperare che le persone siano davvero quel che dicono di essere. Continui a sperare che un amico sarà tuo amico per sempre.

 

Giulia 

 


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